Benessere che ti sostiene e uno spazio per se

Un benessere che ti sostiene e uno spazio benessere proprio sono temi interconnessi. La Woolf parlò della dimensione di una stanza per se, ne scrisse, la fece vivere nella percezione ad altre donne e uomini.

Lei la intese come una separazione obbligata da una società che escludeva le donne, ma quanto è importante avere uno spazio benessere, da dedicare al se interiore prima che a quello esterno di cui quello interiore è diretta estensione?

Rispondere a questa domanda non è semplice perché la stessa struttura domanda-risposta può andare a limitare l’approccio istintivo.

Per chi osserva la dimensione olistica, (etimologicamente significa “del tutto”) un aspetto di essa che non si contrappone ad altri aspetti, è quello di essere noi stessi una parte del cosmo, tale principio è stato nel corso della storia declinato in mille e più modi.

Uno spazio benessere è quello nel quale la persona recepisce internamente un sostegno,lo rafforza e la solitudine di tale spazio invece che ostruire può aiutare a fare questo.

Benessere che ti sostiene e la solitudine come risorsa

La solitudine spesso rappresenta una paura, molte persone hanno paura di restare sole ma la solitudine vista sempre in modo da considerare un tutto più ampio, è solo una dimensione di quel tutto.

Ogni situazione o dimensione che dir si voglia ha sfumature differenti, che non sono neanche dualistiche (es. positivo-negativo) ma che espandono le vicende, e anche le percezioni. La solitudine può avere un carattere di ritorsione, assieme uno di marginalizzazione (come quello descritto dalla Woolf precedentemente citata) ma anche uno di ricerca personale, da associarsi allo spazio per se stessi appunto.

In tale spazio avviene un recupero potenziale, un recupero che quando si vive in una società costruita non può avvenire perché ciò che arriva dal di fuori di se sovente è molto lontano da ciò che la persona nel suo istinto che è stato poi chiamato anima, (non a torto) recepisce e sente.

La solitudine in tale quadro diventa quindi una necessità proprio per ascoltarsi. Ma la mole di responsabilità o meglio, di compiti che in una società vittima collettiva di stress, vengono dati e pretesi, non lasciano spazio per questa immersione.

I fenomeni sociali sono complessi e in conseguenza di questa loro complessità gli approcci che si possono avere su di essi sono, ( ivi compreso il tema della solitudine che purtroppo diventa problema anche in virtù dei semplicismi che si riservano ad esso) davvero molteplici, molte persone li minimizzano, altri li esagerano, si tratta di dualismi decisamente categorici che essendo tali nascondono spesso il modus operandi delle strutture stesse che creano disequilibri interiori alle persone compreso un pessimo approccio alla solitudine stessa.

L’azione di Conversione ovvero il benessere come sostegno interiore

lo spazio per seSe come osservato, il benessere prima che esterno è interiore e dall’interno parte per poi “conquistare” la dimensione esterna, allora far si di usufruire di uno spazio proprio ove alimentare questo bisogno di calma interiore diventa importante.

Di tecniche ne potremmo illustrare centinaia ma ogni persona dovrebbe invece avere un modo proprio, non esistono sistemi universali perché ogni persona è differente.

C’è chi dipinge, chi scolpisce, chi balla, chi medita tanto per citare solo quattro attività che in solitudine possono aiutare a superare gli stress sviluppati e magari accumulati nel tempo.

Fate ciò che amate, e fatelo in una dimensione che sia solo vostra, potrete condividere in un secondo tempo all’esterno quello che avrete raggiunto nella vostra solitudine che a quel punto avrete ritagliato per voi stessi senza subirla, se invece vi sentite soli per emarginazione fenomeno che si palesa ormai sempre più diffusamente, allora convertite quello stato in medicina interna per voi stessi, lo trasformerete e ne godrete.

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