Silenzio, città, ansia e psicologia

ansia.silenzio-psicologiaIl silenzio sembra essere una chimera se si vive in luoghi caotici dove ad ogni ora del giorno corrispondono determinati rumori alle volte anche molto intensi. La frenesia di tempi sempre più corti, genera stress e disturbi sia a livello mentale sia fisico. Il mondo moderno non è quello di 100 anni fa dove i tempi erano più naturali anche nel lavoro, la società industriale è andata ad imporre tempi sempre più stringenti e ha accompagnato questa imposizione con l’idea di perfezione del lavoro, ma la perfezione è un concetto culturale, non esiste in natura, per giunta legare tale concetto alla produttività comporta stress generalizzato.

La società e il rumore

Si riflette sempre molto poco sull’associazione tra:
– Sviluppo industriale
– Tempi contingentati
– Rumori artificiali

Le tecnologie regalano comodità e praticità ma regalano anche altro, che definire regalo è benevolo e sarcastico. Uno dei problemi direttamente collegato alla tecnologia è il costante brusio o rumore, che sia quello delle auto, quello dei dispositivi mobili che non sono meno invasivi solo perché ci si abitua ad essi, ogni cosa artificiale ha effetti precisi sulla mente, anche se si recepisce come una costante.

Facciamo un esempio.

Mettiamo il caso vi siano due persone con questo range:
La prima persona vive in campagna, ha un cellulare senza collegamento ad internet, riesce a prendersi spazi per se ed è a contatto con i suoni della natura molto frequentemente, questa persona svolge un lavoro d’ufficio ma lo svolge da casa.

La seconda persona vive in città, ha uno smartphone che suona ogni tre secondi in un messaggio di qualche social etc., è abituata ai suoni anche molesti della città, e svolge un lavoro in fabbrica, dotata di paraorecchie (per il rumore) e di attrezzature di sicurezza.

È facile intuire quale delle due sarà maggiormente stressata e sottoposta ad un continuo rumore.

Gli studi psicologici sullo stress da rumore e da metropoli

Quante volte si sono sentite due parole associate:

  • Stress
  • Città

e in effetti vivere in un centro urbano significa andare incontro costantemente a ansia e fatica per cui il tema viene anche indagato, e la Lidap (Lega Italiana contro i Disturbi d’Ansia, da Agorafobia e da attacchi di Panico) nel 2011, ha condotto uno studio assai interessante dal quale sono emersi dati che riguardano i fattori ambientali che coadiuvano l’insorgenza di stress.

I dati della Lidap si basano sulla richiesta di elencare dieci fattori ambientali che per le persone esaminate rappresentavano una fonte di ansia, tale domanda è stata “misurata” su un campione di 3.500 persone in tutta Italia per un periodo che è stato di due anni circa.

Le risposte che si sono manifestate come maggiori per numero fornito, sono state quelle inerenti allo stress urbano causato da diversi fattori quali:

  • il traffico
  • la ricerca di parcheggio
  • la confusione relativa all’utilizzo dei mezzi pubblici
  • le distanze da coprire nella città
  • il doversi spostare continuamente
  • il poco contatto con la natura

Gli stimoli ansiogeni che derivano dalle città quindi sono stati testimoniati pienamente da tale ricerca e l’ansia come noto è una patologia che se non curata può portare ad attacchi di panico e anche a conseguenze fortemente impattanti sulla vita quotidiana.

Silenzio mancato, psicologia, stress urbano e ansia

caos città

Esemed nel 2001, quindi ben 17 anni fa ormai, stimò che i disturbi d’ansia colpivano almeno 2 milioni e mezzo di persone, ma lasciava trasparire anche un altro dato, anzi un indicazione, quella per cui il fenomeno era previsto in aumento.

Lo studio della Lidap sopra menzionato, rilevava come lo stress urbano sia di fatto una causa di stress continuativo, i rumori lo sono altrettanto e tutto ciò si ripete in maniera quotidiana, concorrendo o andando a determinare l’insorgenza di disturbi come l’ansia in un numero sempre maggiore di persone, l’ansia genera anche insonnia a sua volta, stress e sul livello psicofisico determina una vita disequilibrata.

Il tono dell’umore ne viene compromesso e il circolo vizioso ricomincia quotidianamente per cui regalarsi attimi di silenzio mentale ed effettivo può aiutare non poco.

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