Come smettere di soffrire

Per smettere di soffrire dovete guardare dentro di voi, da dove nascono le vostre paure

Come smettere di stare male con se stessi
Come smettere di soffrire

La domanda che in molti si pongono è “come smettere di soffrire?” e la risposta più frequente è che non esiste una regola universale applicabile a tutti, perché ogni persona è differente.

Per smettere di soffrire dovete guardare dentro di voi, da dove nascono le vostre paure e le vostre barriere invisibili che non vi permettono di essere felici.

La ricetta unica per smettere di soffrire come anticipato non esiste, come non esistono tempi universali che permettano di riuscire in tale intento.

Una delle domande che vi potete fare se state soffrendo è cosa si intende per benessere? infatti sofferenza e benessere pur apparendo come opposti inconciliabili, spesso non tengono conto delle sfumature che la vita regala, e infatti anche in stati di malessere determinate vicende possono donare sorrisi e momenti di gioia.

Insomma non è tutto bianco e nero e ponendosi la domanda sul concetto di benessere lo si potrà poi esplorare e se ci si riuscirà si comprenderà quanto la semplicità possa garantire benessere pur nella sua volatilità.

Ma che cosa significa guardare al proprio carattere?

Quando si soffre spesso si tende ad osservare solo all’esterno senza porsi domande su di se, senza cercare di capire se non ci si sia immessi in situazioni che in altre fasi potevano generare malessere.

Lo abbiamo scritto più volte, non c’è una colpa in chi si mette in situazioni che hanno un epilogo di sofferenza, infatti le variabili sono innumerevoli e non è affatto detto che l’unica strada potesse essere di sofferenza, ma il carattere individuale dovrebbe essere come è qualunque cosa nel mondo, in trasformazione, mobile, plasmabile e capace di apprendere dalle sfide della vita che ci costringono a diventare più forti.

Il carattere individuale quindi è compartecipe non causa di tutto, ma anch’esso ha un peso e può anche portare alla presa di coscienza dopo un esperienza vissuta.

La sofferenza è uno stadio passeggero

In tanti luoghi, in molte culture, in molte idee viene sintetizzato un concetto, il malessere è uno stadio transitorio, la vita è più grande dei suoi singoli stadi e delle sue fasi, è la composizione anche di tali periodi ma non solo di essi e non solo dei periodi, per cui circoscrivere la sofferenza pensandola e sentendola come un momento non è semplice da ricordare quando si vive un malessere, quando si soffre, ma anche semplicemente portando la mente a prendere coscienza di questa verità ci si aiuta a immetterla in uno spazio-tempo, per cui la si osserva poi con altri occhi.

La vita non deve essere solo sofferenza, ne solo malessere, esistono gli attimi, esistono le opportunità e le possibilità anche quando queste non vengono viste, non vederle significa non coglierne il potenziale e tale potenziale è di aiuto come detto, per cui cambiare prospettiva significa agire una trasformazione su noi stessi che può donare attimi preziosi godibili appieno.

Non avere aspettative

Nel libro: Il Tao per un anno al duecentoduesimo giorno si parla di aspettative, e si legge:

“Meditiamo senza pensare ai risultati.
Non aspettiamoci che le nostre ambizioni si realizzino sempre;
soltanto allora la nostra forza interiore si manifesterà.”

Quella del Tao è un antica saggezza alla quale il mondo odierno sembra non aver dato seguito alcuno, eppure applicare i consigli come questo sulle aspettative, può aiutare non poco ad evitare alcune sofferenze.

Entrando nel merito, cosa sono le aspettative?

Di fatto possono essere strutture mentali che vanno a causare stati di malessere se non vengono soddisfatte, oltre a generare modelli e proiezioni sugli altri quindi tali sofferenze si ripercuotono anche sugli altri, inoltre le aspettative generano anche sprechi di energia personale. In un mondo in costante competizione le aspettative sono uno status symbol, ed hanno un potenziale enorme ma la vita vissuta ne viene contaminata, e questo spesso è un dato di fatto.

Come smettere di stare male con se stessi

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smettere di stare male con se stessi

In conclusione ribadiamo il concetto espresso in precedenza, non esiste una cura universale, esistono singole pratiche che possono aiutare a auto guarirsi dalla sofferenza, e pratiche che possono far si che una persona trovi risposte e aiuti rivolgendosi anche ad altri.

Ci sono persone che necessitano di consultare psicologi professionisti per superare traumi e dolori intensi, altre che vivono il momento attraversandolo, riconoscendo il dolore e la sofferenza e apprendendo da essa anche da sole.
Nei paragrafi precedenti abbiamo fornito alcuni spunti di riflessione che possono agevolare una guarigione da questo malessere, ma non pretendiamo di essere esaustivi per un fattore molto semplice, espresso anche in precedenza, ogni persona è differente, e se vi sono buone pratiche queste da sole o applicate anche tutte assieme non sono una panacea generale.

  • Carattere
  • Sofferenza come stato transitorio
  • Aspettative

sono certamente argomenti validi e che effettivamente potranno fornire spunti su cui riflettere, anche un valido aiuto da tenere in considerazione e di cui fare bagaglio per il futuro, ma ogni sofferenza è anch’essa diversa dalle altre, basti pensare che spesso le persone causano da sole a loro stesse stati di malessere come abbiamo scritto e ripetuto più volte, in quel caso occorre che sia la persona stessa a cambiare modo di osservarsi, di esaminare se stessa.

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