Come tornare ad essere felici

Essere felici sembra una chimera in alcuni periodi della vita, ma come tornare alla gioia dei momenti? È possibile riuscirci? Un vademecum che speriamo possa fornirvi degli aiuti.

Essere felici: conquista o opportunità?

Quante volte nella vita si vivono momenti di insoddisfazione personale? È una condizione che effettivamente può manifestarsi anche con una certa frequenza e che allontana le persone da una dimensione di gioia e spiritualità e creatività, la domanda che ci si dovrebbe porre è quindi:

Come tornare ad essere felice se sto così male in questo momento?

Spesso quando si vive un disagio o una condizione che preoccupa, questa genera anche ansia sul futuro e la mente si proietta generando ulteriore malessere, quindi la felicità si allontana sempre di più e al contempo si mette un grosso peso celebrale sulla vicenda che genera questa ansia, per cui le domande diventano ossessive e anche la vicenda negativa lo diventa, sembra alle persone che la vivono di non poterne uscire, ma (ed è bene ricordarlo) si tratta solo di una situazione, ogni cosa ha un ciclo di vita e di fine, andrebbe ripetuto come un mantra questo concetto, visto che aderisce più questo alla realtà delle cose che non uno stato di ansia dovuto ad una situazione vissuta.

Ma essere felici è una conquista o un opportunità?

Abbiamo aperto questo tema con tale domanda, entriamo maggiormente in essa e capiamo meglio perché le due cose sono differenti.

La competizione non sempre è qualcosa di positivo, spesso diventa un assenza di sentimenti e di empatia e questo non è mai una cosa positiva perché con l’empatia ha proprio a che fare la felicità e la percezione della gioia, sono i sentimenti i diretti responsabili di malessere e benessere, la mente li elabora e basta, e la competizione può rischiare come detto di allontanarli.

Se la vita prende una brutta piega, è in quel momento che occorre agire per ritornare a se stessi e riscoprire la felicità che si è persa, e per farlo occorre vedere la felicità come un opportunità e non come una conquista, perché questa seconda attiene all’ego, mentre un opportunità è paragonabile ad un fiore che rilascia le sue proprietà per lenire, e il paragone non è azzardato visto che tale fiore può venir colto e non conquistato, esiste già di suo, non necessita che si creino situazioni per “meritarlo”.

La Condizione psicologica: Il suo peso nell’assenza della felicità

Una frustrazione può arrivare se non trattata adeguatamente, a generare un malessere sul piano psicologico assai più serio di un periodo temporaneo nel quale si sta male e il senso di inadeguatezza può trasformarsi da sporadico a permanente allontanando in modo totale la persona da una dimensione di felicità.

C’è un pensiero che si installa nella mente quando ci si trova in questa condizione psicologica, il pensiero è il seguente:

Forse tutto ciò che mi accade dipende da come io mi pongo

Questo è un tipo di pensiero che inquina e che rende permanente il dolore.
Tutte le persone sanno che devono agire su loro stesse per ottenere un cambiamento delle cose, ma c’è anche la dimensione collettiva che influisce sul come vanno le vicende dei singoli, non calcolare tale dimensione significa non avere il quadro d’insieme e accollarsi un peso eccessivo che si tramuta in breve in stress e malessere.

Aspetti che non ci soddisfano: Liberarsene

Un primo passaggio per tornare ad essere felici è quello di focalizzare l’attenzione sugli aspetti che non danno soddisfazione della propria vita , sembra una cosa scontata ma come abbiamo visto spesso questi aspetti si trascinano e non solo non vengono eliminati ma addirittura vengono nutriti, quest’ultima cosa è l’esatto opposto di ciò che occorre fare.

essere feliciUna volta compreso quali aspetti fanno stare male occorre agire su di essi un cambiamento oppure se possibile, far in modo di superarli andando a chiuderli quando riguardano rapporti errati o altre situazioni che possono concludersi lasciando spazio ad una ritrovata gioia e serenità.
Non focalizzare l’attenzione sui motivi indulgendo su di essi

Comprendere cosa genera malessere è un bene, rimuginare su ciò che ha scatenato il malessere stesso invece è una forma di indulgere che sottrae energie personali e non è prolifica, qui non si sta dicendo che non bisogna comprendere i motivi che danno vita ad una situazione di infelicità, anzi bisogna affrontarli ma non bisogna per contro alimentarli pensando sempre ad essi e rimuginandoci sopra.

Intento o Pratica?

Pensare un cambiamento radicale che porti ad essere felici riconquistando questo stato dell’essere, è diverso da attuare pratiche che abbiano lo stesso fine.
Spesso le persone formulano pensieri perfetti, con intenti ottimi, ma nella pratica questi non si traducono, è abbastanza inutile che sia solo la mente ad elaborare una soluzione se poi questa non si tramuta in esperienza.

Quindi tornare ad essere felici significa attuare delle decisioni prese e lavorare affinché queste non restino semplici pensieri o intenzioni, ma si trasformino invece in azioni che riescano a produrre risultati.

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