Rinunciare all’amore per non soffrire

Come non soffrire per amore?

Davvero occorre rinunciare all’amore per non soffrire?

Ovviamente non è questa una risposta valida ma la sofferenza è pur sempre un periodo, già osservarla in questo modo può aiutare a superarla.

Soffrire per amore è doloroso, quale che sia la situazione dietro a tale sofferenza, litigi, la fine di una storia, condizione ben più gravi, insomma dall’amore e sull’amore di coppia specialmente, le persone riversano aspettative rilevanti e quando l’immagine cade lasciando spazio alla realtà, spesso si vive letteralmente un trauma.

Il tempo è un grande maestro diceva un vecchio adagio, e in effetti aveva colto nel segno la tematica della sofferenza e non solo di questa.

“La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.”
Hermann Hesse

soffrire

Possesso non è amore

L’amore è sottoposto a concetti mentali, smettere di stare male per un uomo o per una donna significa tener conto anche di questi aspetti, tutto rientra in questi concetti nelle società dove ci sono modi e culture, laiche o religiose o entrambe, spesso infatti l’amore che è nobile viene confuso con il possesso, da qui nascono le relazioni tossiche, chi è stata vittima di tali relazioni altrettanto spesso perde la fiducia verso l’amore ma l’amore non c’è mai stato in realtà.

Non rinunciate all’amore, occorre invece che impariate ad amare voi stessi, amandovi eviterete di diventare un possedimento per chi non conosce il senso della parola amare.

L’amore è un sentimento bellissimo che ogni persona merita di provare. Capita a tutte e tutti di aver sofferto per amore, di aver incontrato sulla propria strada qualcuno che ha ferito questo sentimento.

Il tempo e la consapevolezza, con l’aggiunta dell’amore verso se stesse e se stessi che non deve diventare egocentrismo, aiutano a comprendere che è l’altra persona ad avere problemi relazionali e non chi soffre per essere stata trattata come oggetto o proprietà.

La colpa interiorizzata e il soffrire per amore

Quante volte vi siete chiesti:
“Dipende da me?”
“Se avessi acconsentito non sarebbe andato via!”
e via discorrendo?
Questi sono pensieri inquinanti, pensieri legati e che legano, vanno convertiti in:
“Ogni storia e vicenda ha un inizio e una fine”
o:
“Chi ama non nuoce in alcun modo all’altro”

Di conseguenza il punto vero è quello di rinunciare alle persone che non sanno in generale amare.
Non rinunciare all’amore anche se hai vissuto avuto rapporti tossici!

Spesso i piani si confondono quando a parlare è un grande dolore dovuto alla fine di un rapporto, spesso le persone meno adatte a noi sono quelle che ci fanno palpitare il cuore, vi è una prima fase nella quale queste persone che definiremo da qui in avanti come tossiche, vengono idealizzate, ma a seguire con il trascorrere del tempo ogni cosa cambia e nulla è come era in una prima fase, magari all’inizio siamo noi stessi a non vedere la persona per quella che è realmente, non è certo una colpa questa, ma idealizzare lascia appunto strascichi difficili poi da affrontare sul lungo periodo.

Essere ciò che l’altro vuole

Quando si idealizza spesso al contempo, la persona che trova il suo oggetto del desiderio, tende a considerare anche se stessa o se stesso come plasmabile sulla base di ciò che il partner vuole e desidera, si innesca così un meccanismo di sofferenza quando si prova un sentimento molto forte per qualcuno spesso in questo modo, si tende a diventare ciechi.

Quante volte vi è capitato che tutti vi dicessero che quella era una persona tossica per voi e in generale? E voi? Spesso (ne siamo certi perché in molte e in molti ci passano) vi ostinavate da dire che erano gli altri a sbagliare.

“Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire”
Jim Morrison

L’amore è un altra cosa, non è voler vedere qualcuno per ciò che non è, non è giustificarne le azioni, amore è come detto in precedenza amare prima se stessi e poi incontrare l’altro, non prevede possesso ne tossicità.

Non soffrirò più in questo modo

In conclusione occorre che diciate a voi stessi che conoscete la sofferenza, sapete che un conto è quella naturale per la fine di una storia, differente è quella che intesse trame all’interno di una relazione tossica che in quanto tale va interrotta, farete i conti col dolore ma questo non vi fermerà, vi avrà insegnato anzi che ogni cosa ha un inizio e una fine e che amare significa rispetto.

Bisogna saper accettare la sofferenza, è una fase, occorre ribellarsi se una persona è tossica, il dolore esiste non bisogna amarlo ne fuggire da esso, altrimenti si cancella un emozione e ad esempio la persona psicopatica è quella priva di empatia, certo non vorrete diventare questo!

Ma ricordate a voi stessi che amare è importante, e che voi valete nella vostra interezza e che solo attraverso la vostra interezza potete trovare l’altro.

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