L’importanza di dire no

Dire no è importante quando vi sono condizioni nelle quali una persona sente al suo interno di essere costretta a fare cose che la sua mente, il suo corpo e la sua interezza di individuo rifiutano.

La società detta regole e veicola modi comportamentali, spesso lo fa andando a rappresentare questi stessi all’interno di ruoli, ma un ruolo non è una persona, anzi spesso i ruoli disumanizzano le persone.

Facendo un esempio pratico, un tempo in passato si pensava secondo specifici stereotipi che dettavano tali pensieri, che una donna fosse naturalmente propensa a ridere sempre e ad essere felice di fare i lavori di casa e che quella fosse la sua massima aspirazione nella vita.

Ovviamente si trattava di stereotipi e gli stereotipi vanno d’accordo con dei ruoli sociali, dire no a dei pregiudizi è un passo importante ma ovviamente non ci sono solo questi ambiti che richiedono dei no.

Essere assertivi non vuol dire mandare a quel paese la gente, significa sostanzialmente esprimere le proprie opinioni, i propri sentimenti e far valere i propri diritti nel rispetto di quelli altrui.
Alessandra Faiella.

Da questa citazione si comprende quanto sia importante la stima verso se stessi.

Imparare a dire no è segno di coraggio e assieme di freno a percorsi che altrimenti potrebbero diventare sempre più estremizzati.

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L’insegnamento: il suo ruolo

Ci sono famiglie ancora oggi che intimano alle bambine piccole di dire si o di astenersi dal dire no, perché dire no significherebbe essere maleducate.

È un insegnamento sbagliatissimo ma la cultura ha anche molto a che fare con questa tipologia di lezione per la vita.

Da adulte queste bambine non sapranno amarsi perché collegheranno mentalmente il dire no ad una colpa, uno strazio per i sentimenti ma anche per la psiche che ne risulta indebolita.

Avviene soprattutto per le donne questa cosa ma per gli uomini il dire no è collegato ad ambiti più specifici, ad esempio il lavoro, dire no sul lavoro spesso viene percepito come errore contro un autorità che certamente si vendicherà di quel no, anche questo fa male, specie se le condizioni di lavoro sono stressanti e forzate, e anche questo meccanismo viene impartito come lezione dalle famiglie.

La vita è un altra cosa! Come tornare ad essere felici.

I no sono necessari per porre dei limiti e non cedere di fronte a manipolazioni e ricatti emotivi o di denaro che nella vita tutte e tutti subiscono.

Il peso della prassi sociale grava su ogni singolo individuo e talvolta rappresenta una forma claustrofobica, lo sa bene chi accetta compromessi assurdi perché per contro necessita di lavorare per vivere.

Ma il rispetto non è qualcosa che si può delegare a maggior ragione quando si ha un bisogno primario.

L’assertività non è una forma di potere estrinseco, ossia un modo di imporsi sugli altri, ma una forma di potere intrinseco, ossia di autoaffermazione.
Franco Nanetti

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Il ruolo dell’Assertività

L’assertività si legge da Wikipedia è:

“… caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore.”

L’assertività riguarda i si ed i no, riguarda quindi le opinioni in generale e il loro manifestarsi nel rispetto reciproco, si comprende quanto tale tendenza comportamentale sia importante per se e anche per il prossimo, ma fermiamoci un attimo su chi riceve dei no.

Sono state condotte molte ricerche sul tema del consenso e sull’esprimerlo, nella maggioranza dei casi è emerso che per le persone che vivono in contesti sociali complessi dove c’è un autorità i cui livelli democratici sono bassi.

Le persone sottoposte a tale autorità rispondono controvoglia generalmente con un sì a una richiesta perché rispondere con un no mette a disagio e fa insorgere in esse emozioni negative, quali la colpa, la vergogna e la paura.

Quando poi ci si ritrova faccia a faccia con tale autorità-autoritaria la paura paralizza e il cervello emette impulsi che bloccano.

Quanto centra questo con una società che riconosce fin troppo spesso, alle autorità dei privilegi sugli altri?

Purtroppo molto, e in questi casi un no è ancor più liberatorio che in altre circostanze della vita.

Il senso di colpa è un demone costruito

In conclusione bisogna capire che responsabilità e colpa sebbene spesso nella società siano sovrapposti, non sono affatto la stessa cosa, un no permette all’interlocutore di capire (insegnandoglielo) fin dove possa spingersi, un si forzato non fa bene a nessuno e in aggiunta, crea stress.

Il no ha uno stigma su di esso, come abbiamo detto, infatti molte persone preferiscono accettare richieste immorali per non dire un no, quando quel no le farebbe anche stare bene, dopo aver compreso che responsabilità e colpa non sono uguali.

Quindi come sono le persone poco assertive?

Si tratta di persone che si allontanano da ogni controversia e che necessitano di compiacere gli altri, fino al punto di annullare la propria identità le loro necessità ed i loro desideri. Il triste è che sono anche convinti che per essere accettati debbano fare questo, quindi sono vittime di una credenza nociva.

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