Benessere e Felicità, l’io, il se e l’ego

Benessere, identità e il Se

Benessere e frammentazione

Benessere, Felicità ed identità e il Se: conflitti e pacificazioni

Il Se, l’Io, l’Ego, sono tutte definizioni che dovrebbero dire chi sia nella sua totalità l’individuo, alcune volte psicologi e psichiatri non hanno tale presunzione e sostengono (non a torto) che questi tre siano solo una parte della persona, ponendosi la domanda su chi sia l’attore sociale che si muove in uno spazio di comunità.

È la sociologia che pone la definizione di attore sociale, e l’interdisciplinarità è un modo di approcciarsi al Se.

Il contatto con una realtà data

Per meglio comprendere Se, Io ed Ego il quadro più ampio al quale riferirsi e che spesso determina comportamenti non scelti pienamente, è la realtà che circonda una determinata persona o un gruppo di presone.
Una persona che entra in contatto con la realtà, tende a:

1. rappresentarsela

2. conoscerla

3. agire all’interno di essa

4. riflettere e sentire stimoli interiori su tale realtà che la circonda ponendosi domande anche su se stessa

In psicologia Io e Sé sono le definizioni fornite a quell’area che attiene l’organizzazione della persona che dovrebbe rappresentare la sua soggettività e riguarda anche le risposte alle azioni che tale persona compie.

La nozione di Se

Questa venne introdotta da William James nel 1890, all’interno del Se secondo le teorie di James, vi sono due componenti:

1. Io

2. Me

Il primo è consapevole mentre il secondo è il Sé conosciuto dal primo, questo Io sarebbe la parte agente che prende l’iniziativa, quindi rientra nella concezione di un alto attivo e un basso non attivo e subente, per cui la visione è viziata da un approccio culturale specifico, e questo Io è quello conoscitore dei fenomeni e appunto agente nella realtà determinata e data per cui assunta come tale

L’Io secondo James agirebbe facendo leva su tre modi:

1. La continuità (o obbligatorietà indotta secondo teorie successive relative alla psicologia sociale) collegata al sentimento sull’identità sociale

2. La distinzione collegata al sentimento di personalità determinata

3. La volizione collegata al sentimento di partecipazione attiva alla propria esperienza

La nozione del Me

se, io e me

Se l’Io è la parte attiva il Se secondo James dovrebbe essere la parte passiva, e viene immaginata come derivante dall’accumulo di conoscenze ed esperienza, in pratica e in altre parole è ciò che l’Io conosce del Sé ovvero l’immagine di se, con la sua conseguente percezione che ne deriva per la persona, il Me conterrebbe le caratteristiche materiali assieme a quelle sociali, queste caratteristiche sono predisposte anch’esse in una struttura gerarchica, in una scala.

Dov’è il benessere nella frammentazione?

Se, Io, Me ed Ego sono strutture, idee, nella psicologia si replica un abitudine che è quella di come la società viene organizzata, per cui i gradini sono la sua organizzazione ma la vita non è a gradi, la vita può anche assumere una forma cooperativa e se cadono le scale allora anche la psicologia che si basa su di esse decade.

All’inizio di questo intervento si parlava di conflitto e pacificazione, nella frammentazione e nei gradi è molto più facile che avvenga il conflitto, che non è naturale ma scaturito proprio da quelle divisioni nelle quali si esprime, in un modello che invece punta all’equilibrio senza dare prevalenze i conflitti sono meno probabili e se avvengono possono essere risolti tornando ad una linea orizzontale che accomuni piuttosto che ritornare a dividere (scala verticale appunto).

Le cose non sono immutabili, ma non sono neanche conquistabili seppur ciò avvenga, il benessere lo si ritrova nell’espansione di un unità, non nella frammentazione.

Spesso la società impone delle regole e lo fa sostenendo che queste ricadono in una scala secondo la quale qualcuno merita rispetto per il ruolo che ha in tale scala e chi sta in basso deve rispettare (invece si tratta di privilegi), è una distorsione feroce questa, il rispetto infatti non dovrebbe mai essere messo in discussione e non dovrebbero esistere posizioni per le quali qualcuno abbia un potere sulla vita di altri, questo è l’esatto opposto del benessere e della felicità, come lo sono gradi e gerarchie, per cui un attore sociale è obbligato a rientrare, avere libertà significa anche avere la libertà di fare una critica e tale critica può altresì donare benessere.

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