Psicosi affettiva e approccio medico

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dipendeza-affettivaLa psicosi affettiva viene definita anche con i termini di disturbo schizoaffettivo e si manifesta quando una persona che in precedenza già presentava sintomi di Schizofrenia successivamente inizia a mostrare anche sintomi di un disturbo dell’umore, un esempio in quest’ultimo senso è la depressione, e per parlare di patologia occorre che questi disturbi si manifestino in maniera continuativa e almeno per un mese.

Oltre questo tempo minimo per effettuare un anamnesi la persona continuerà ad avere secondo ciò che viene individuato da psicologi e psichiatri, i sintomi di un disturbo psicotico appunto relativi alla schizofrenia.

La Psicosi affettiva

Nulla è assoluta, l’assolutismo è una gabbia, una costrizione che spesso viene assunta come principio per ottenere risposte, ma quelle risposte sono un ulteriore gabbia emotiva e mentale.

Questa frase è di un anonimo e focalizza l’attenzione su quelle risposte che sembrano voler dire che non occorre porsi ulteriori domande, e ciò ha anche a che fare con un eventuale analisi di un fenomeno com’è quello reale della psicosi affettiva.

La parte maggiormente impressionante come manifestazione di psicosi affettiva è quella nella quale vi è una fase in cui sussistono allucinazioni e deliri, seguita da una fase di depressione di tipo maniacale o mista. La persona che soffre di questa patologia inizia a trascurarsi sviluppa poi problemi a scuola o al lavoro, infine tende ad isolarsi dalla società ma questi ultimi comportamenti sono per coloro che vengono identificati ad uno stadio avanzato della malattia.

Questo disturbo è stato inquadrato dalla psicologia come agente prevalentemente sulle persone adulte ma pare possa comparire anche in adolescenza in taluni casi, solitamente per ciò che emerge da vari studi, può essere curato in circa 6 mesi mentre per ciò che riguarda i casi peggiori può preludere a gravi disturbi dell’umore, quali una depressione maggiore o il disturbo bipolare.

Ma quali sono le cause?

Sulle cause che generano questo disturbo o patologia, i pareri e gli approcci di analisi sono diversificati, come è bene che sia quando si tenta di comprendere una storia che porta ad un determinato punto, storia inscritta in prassi sociali che possono modellarla e che certamente sarà diversa da persona a persona pur con tratti di incontro.

Si sa però che come la Schizofrenia, anche il disturbo psicoaffettivo è causato da un numero variabile di fattori, fra cui possono rientrare anche quelli di tipo familiare, sostanzialmente questi riguardano la persona con parenti di primo grado affetti da tale disturbo, tale persona avrà certamente più probabilità di sviluppare un Disturbo Schizoaffettivo e/o un Disturbo dell’Umore.

La Sintomatologia di questo disturbo

Tra i fenomeni sintomatici della malattia vengono annoverati:
– Allucinazioni
– Manie di persecuzione
– Deliri

infine c’è il quarto passaggio quello che fa scaturire uno Stato Depressivo, nella sua manifestazione restano comunque deliri e allucinazioni, poi lo stato depressivo declina (misurandolo in vari test hanno dedotto che rimane per un tempo compreso in tre mesi) e per un altro mese dopo il decadimento della Depressione rimangono deliri e gli altri fenomeni evidenziati. Il periodo totale della malattia è all’incirca di 6 mesi.

Quando si parla di Psiche che come detto nella sua traduzione etimologica significa Anima e non Mente ovvero il senso che le viene attribuito dalla psicologia e dalla psichiatria, occorre sempre prendere con le pinze ogni fenomeno manifestato, questo perché nella storia dell’umanità non sempre le malattie e gli stadi allucinatori o che oggi vengono definiti come maniacali sono stati osservati da un unico punto di vista, basti pensare allo sciamanesimo.

Cura dell’Anima, lo Sciamanesimo

Nella cultura Occidentale i fenomeni psicologici nella stragrande maggioranza dei casi vengono visti come una malattia, per lo sciamanesimo ovvero per una cultura assai più antica della medicina tradizionale e Occidentale tout court, la malattia è una porta di accesso alla guarigione dell’interiorità.

Si parlava di rapporti famigliari, come ragione per cui una persona potrebbe sviluppare una psicosi affettiva di questo genere, ma anche la cultura di appartenenza che genera ruoli sociali può portare alla subordinazione dei soggetti e quindi a legami che si ancorano piuttosto che fluire, per cui la malattia (in senso sciamanico) segnala potenzialmente anche questa necessaria presa visione di ciò che si è incamerato perché portato appunto da una cultura, in questo modo la persona che sviluppa tale malattia può trasmutarla (certo con un aiuto, il più delle volte questo occorre) in occasione di risoluzione di qualcosa di se acquisendo una sapienza.

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